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Italypost

Juni 2026

Recensie door Stefano Feltri, Italypost, 6 juni 2026.

Dunque soltanto in quell’anno lo scrittore olandese Tommy Wieringa potevaambientare un romanzo come
Nirvana, uscito da poco per Iperborea nella traduzione impeccabile di Claudia Di Palermo.

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Tre quarti di secolo di benessere e la «noia» cheincrinò l’Occidente

«Gli eff etti drammatici di un lungo periodo di pace europea come ennui pericolosa e violentain un romanzo che fa sintesi di quello che è accaduto dopo il 2016»

È successo tutto quell’anno, il 2016. Il referendum sulla Brexit, la prima elezione diDonald Trump e – in Italia – la sconfi tta di Matteo Renzi al referendum costituzionaleche ha segnato la chiusura di un ciclo politico. Tre eventi distanti, ma collegati, la crisidella democrazia liberale e l’ascesa di un populismo che allora era voto di protesta,richiesta di cambiamento, e che presto si è tradotto in una spinta illiberale.
Dunque soltanto in quell’anno lo scrittore olandese Tommy Wieringa potevaambientare un romanzo come
Nirvana, uscito da poco per Iperborea nella traduzione impeccabile di Claudia Di Palermo.

Perché Nirvanaha l’ambizione, non dichiarata ma palese, di spiegare attraverso laletteratura qual è il nucleo della policrisi nella quale siamo immersi, indagare doveorigina la sensazione che un ordine mondiale, geopolitico, morale, personale stiacrollando. E dunque doveva essere una storia del 2016.
Hugo appartiene a una delle famiglie più importanti d’Olanda, il nonno Willem,centenario, ha fondato un impero di costruzioni navali. Hugo invece fa l’artista, è ilfratello Willem l’erede designato. Vuole costruire la più grande nave per estrazione dipetrolio
off shore al mondo fi nché il nonno è in grado di vederla. Willem il vecchio, si sa,ha avuto qualche compromissione con le SS al tempo dell’occupazione nazistadell’Olanda, ma poi è passato con la Resistenza, è stato processato e prosciolto, o cosìdice.
Hugo il giovane riassume una generazione, la sua, la nostra: il passaggio dallo slancioproduttivista della ricostruzione postbellica all’edonismo degli anni Duemila, ilmercato dell’arte come trionfo dell’unica metrica di successo rilevante, la popolarità, lasolitudine come conseguenza inevitabile della caduta di ogni tabù sessuale e vincoloreligioso o patriarcale.

Tutto però si ribalta quando Hugo inizia a capire cose sul passato, muore la sua anzianatata Beth che non vedeva da anni, ritrova i diari del nonno. Scopre che Willem il vecchionon aveva raccontato tutta la verità sul rapporto con i nazisti e sulla conversionetempestiva alla Resistenza. E su molto altro ancora.
A fare da catalizzatore per questa presa di coscienza, per la svolta nel romanzo cheinizia a muoversi su più piani temporali e a intrecciare fi loni prima separati èl’apparizione di Tommy Wieringa come personaggio nel libro scritto da TommyWieringa.
La rinascita di Hugo comincia con la consapevolezza di dover indagare sul passato.
Il Wieringa scrittore si rivela essere una specie di fratellastro sconosciuto e sgradevoledi Hugo, anche lui cresciuto dalla stessa tata, che lavora a un libro sui segretidell’anziano Willem Adema un tempo nazista.
Non è una parentesi di autofiction , ma quasi una dichiarazione programmatica:soltanto la letteratura può consentire di decifrare la complessità. Non i media, non lasaggistica di attualità, non i social. E, viceversa, la letteratura in questo tempo di rotturee strappi non può sottrarsi al dovere di aff rontare tutto questo: ritirarsi nel privato,come prova a fare Hugo nei primi capitoli dopo l’abbandono della fi danzata, signifi carinunciare a capire, a controllare.
La consapevolezza di quello che è stato, la scoperta della verità, non off re riscatto osalvezza, ma può portare al Nirvana del titolo. Alla serenità, quantomeno.
Nella famiglia Adema si condensano le forze potenti che sono esplose nel 2016, l’annodopo l’accordo di Parigi sul clima. La crisi ambientale, la memoria rimossa deltotalitarismo, la politica dell’identità: sono tutte parte della stessa crisi di senso.
Wieringa ha bisogno di oltre 500 pagine per far percepire queste connessioni profonde,dunque qui è diffi cile riassumerle. Ma si può provare: la coltre di oblio stesa sul passatoha consentito a chi aveva commesso atrocità di partecipare alla ricostruzione di unordine fondato sull’ipocrisia ma anche sullo spietato sfruttamento, talvolta di altriesseri umani e sempre dell’ambiente.
Il benessere apparente, generato da questa logica estrattiva, ha oscurato le coscienze dichi ne otteneva i benefi ci, consolidando un impianto di valori e stili di vita con al centroun desiderio perennemente insoddisfatto.
Willem il giovane, il fratello ben inserito, l’erede, cerca di consolidare questa traiettoriadi sviluppo e fi nisce per fi nanziare i partiti populisti, unici garanti di una libertàoppressiva giustifi cata in nome della ricchezza prodotta.
Il percorso di Hugo rappresenta il faticoso tentativo di sottrarsi a questo destino:imparare a pensare, costruirsi un modo di vivere che non è imposto dalle logiche delconsumo, sviluppare una visione autonoma della felicità è possibile ma richiede molterinunce. In termini di soldi, di status, di rapporti.

In una delle prime pagine di Nirvana c’è la sintesi defi nitiva della crisi della democrazialiberale e dell’ascesa del populismo autoritario: «Il prodigioso esperimento democraticosembrava volgere al termine per via di una cosa stupida come la noia – succedevatroppo poco, ecco tutto».
Un decennio dopo la Brexit, visto quello che è successo e quello che non è successo, lasintesi di Wieringa sembra l’unica legittima per spiegare perché le masse occidentaliabbiano abbracciato un populismo irrazionale: «I cittadini non avevano alcuna voglia didifendere le libertà individuali conquistate a fatica, erano semplicemente in cerca di undiversivo dopo tre quarti di secolo di pace, libertà e prosperità economica».
Il libro
Tommy Wieringa, Nirvana, ed. orig. 2023, trad. dall’olandese di Claudia Di Palermo, pp.544, euro 21, Iperborea, Milano 2025